LANTERNA NOSTRA. MAFIA CON GLI OCCHI A MANDORLA

Attraverso uno studio di ricerca sul campo, interviste, analisi di documenti ufficiali quali intercettazioni, atti processuali, sentenze ed anche basandosi sull’osservazione di fatti di cronoca Chiara Caprì riesce a delineare le nuove frontiere della mafia cinese a Palermo.

Sul sito Medeu troverete l’intervista completa alla dott.ssa Chiara Caprì fatta dal giornalista Carlo Baiamonte.

Qui un breve estratto:

Medeu: Lanterna nostra…viene da pensare che l’intercultura  – a giudicare dalle difficoltà che incontriamo ad intraprendere un dialogo costruttivo con la comunità cinese a Palermo – passi innanzitutto per le vie illegali e mafiose…

Caprì: Quello che fa riflettere è vedere come le mafie italiane riescano meglio a integrarsi e collaborare con le mafie cosiddette etniche. La società civile che dovrebbe possedere gli strumenti culturali per arricchirsi al contatto con l’altro da sé, spesso rimane atterrita da un ancestrale paura del diverso. Come sappiamo dove si innesta la mafia non c’è la cultura, proprio perché le mafie desertificano ogni possibilità di crescita della società, eppure l’integrazione avviene tra le diverse organizzazioni criminali, basata su rapporti di forza, sulla legge del più forte, certo, un’integrazione più istintuale potremmo dire, ma concreta.

Leggi l’intervista completa

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